pianeta diabete
Il Diabete
Mellito è una condizione caratterizzata da un patologico
aumento della concentrazione di glucosio nel sangue.
Responsabile di questo fenomeno è un difetto assoluto o
relativo di insulina, ormone secreto dalle insule di
Langherhans del pancreas ed indispensabile per il
metabolismo degli zuccheri.
Si ritiene normale la glicemia fino al valore di 110
mg/dl, i valori compresi fra 110 e 125 definiscono la
condizione di alterata glicemia a digiuno (IFG). Valori
di glicemia uguali o superiori a 126 mg/dl, sono
sufficienti secondo l'American Diabetes Association a
porre diagnosi di diabete.
La diagnosi di Diabete è certa con un valore = a 200
mg/dl, rilevato in qualunque momento della giornata o
due ore dopo un carico di glucosio.
Valori di glicemia compresi fra 140 a 200 dopo un carico
di glucosio definiscono invece la ridotta tolleranza al
glucosio (IGT).
IFG ed IGT possono evolvere nel tempo verso un Diabete
conclamato.
COMPLICANZE
La vera spada di Damocle del diabetico sta nel rischio
che la sua patologia possa degenerare nelle complicanze,
spesso legate alla durata ed al compenso metabolico. Gli
organi bersaglio sono l'occhio, il rene, il sistema
nervoso ed il sistema cardiovascolare.
Il disturbo oculare più frequente è la retinopatia
emorragico-essudativa, mentre il più importante è la
retinopatia proliferativa, responsabile della perdita o
di una grave riduzione della vista. uest'ultima
richiede, data la sua gravità, interventi tempestivi.
Gran parte dei diabetici presenta segni di retinopatia,
una lesione dei vasi sanguigni nella parte posteriore
dell'occhio, entro dieci anni dall'insorgere del
diabete.
Altra complicanza è la nefropatia diabetica, che
colpisce il rene al punto che questo organo non filtra
adeguatamente le scorie del metabolismo.
Nella sua forma più lieve interessa una buona
percentuale di diabetici, di cui una quota degenera
nell'insufficienza renale al punto da richiedere il
trapianto del rene.
La neuropatia è invece una malattia del sistema nervoso:
colpisce circa il 30% dei diabetici e si presenta sotto
forma di intorpidimento e formicolio agli arti, dolori
tipo crampo ai polpacci, specialmente notturni,
diminuita sensibilità e comparsa di ulcerazioni alla
pianta dei piedi.
Può degenerare nel piede diabetico, determinato da
lesioni vascolari e nervose che provocano gravi
deformazioni ossee e disturbi della vascolarizzazione
terminale.
Le complicanze del sistema neurovegetativo possono
determinare disturbi intestinali (diarrea), vescicali
(incontinenza urinaria) e sessuali (impotenza). Infine,
possono manifestarsi nei diabetici anche forme di
coronaropatia e vasculopatia cerebrale (infarto acuto
del miocardio, ma anche espressione cronica dell'angina
pectoris, ed ictus cerebrale).
Può sembrare un paradosso, ma le complicanze a distanza
sono meno temibili nelle forme più conclamate.
Questo perché il diabete conclamato consente una
diagnosi e trattamento tempestivo, mentre una forma a
lungo inapparente rimane misconosciuta e mina
indisturbata gli organi bersaglio.
Da qui l'imperativo categorico di una terapia che
mantenga la glicemia nella normalità evitando
fluttuazioni e picchi iperglicemici, che sarebbero la
causa principale delle complicanze.
PSICOLOGIA
Una patologia cronica quale il diabete comporta anche
particolari difficoltà psicologiche, trattandosi di una
condizione fisica con la quale si deve imparare a fare i
conti quotidianamente.
Primo fondamentale problema è l'accettazione della
diagnosi, spesso accolta da un vero e proprio rifiuto:
per superarlo, il paziente deve quindi riuscire ad
arrivare ad assumersi la responsabilità della propria
salute, convincendosi che, se seguirà con regolarità ed
attenzione la terapia, le norme di autocontrollo ed i
corretti comportamenti alimentari, potrà gestire bene la
situazione.
In altre parole, che la possibilità di stare bene, pur
con il diabete, c'è ed è nelle sue mani.
Essenziali in questa fase sono l'aiuto del diabetologo e
dello psicologo, ma anche la condivisione
dell'esperienza con altri diabetici.
Ulteriore problema nasce dal rapporto con gli altri, i
non diabetici, dal timore di non essere accettati, di
essere oggetto di sciocchi pregiudizi, di essere
considerati diversi.
Infatti, tanto meglio si padroneggia la propria
condizione di diabetico quanto più si è accettati dalle
persone con cui viviamo e lavoriamo.
La reazione più frequente della persona diabetica è
quella di tacere il proprio stato: ciò in realtà può
essere causa di maggiore stress che parlarne
apertamente.
In ogni caso, è normalmente meglio non nascondere la
realtà alle persone affettivamente più vicine, alle
quali non è poi difficile spiegare e dimostrare che il
diabete è una condizione che, se mantenuta sotto
controllo, permette di svolgere una vita assolutamente
normale, semplicemente osservando alcune precauzioni.
I risvolti psicologici del problema sono molteplici e
diversi a seconda delle età (per esempio, una attenzione
particolare va prestata al bambino, specialmente
nell'ambiente scolastico) e dei rapporti fra le persone
(per esempio, una diagnosi di diabete può rischiare di
alterare gli equilibri della coppia).
La questione psicologica si deve dunque allargare anche
ai soggetti che diabetici non sono, perché dalla loro
comprensione della realtà, senza preconcetti, non può
che venire un grande beneficio al diabetico.
Sembra di poter dire che, al di là delle tante
situazioni possibili di difficoltà che certo non si
possono riassumete in poche righe, la diffusa e generale
consapevolezza da parte di tutti di che cosa sia il
diabete e del modo corretto di affrontarlo sia di
fondamentale importanza per il superamento del disagio
psicologico, spesso figlio della paura del singolo e
dell'incomprensione altrui.