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pianeta cancro - bocca, laringe e faringe

Cos'è il tumore alla bocca, laringe e faringe
Il cavo orale comprende i due terzi anteriori della lingua, le gengive, la superficie interna delle guance e delle labbra, la parte inferiore della bocca sotto la lingua, la parte superiore ossea della bocca (il palato duro) e la zona oltre i denti del giudizio.
Una massa sospetta sulle labbra o sulle gengive, una ferita che non si rimargina sono possibili segnali di allarme della presenza di un tumore del cavo orale.
La faringe è un canale cilindrico appiattito, di circa 15 centimetri, posto tra la testa e l'esofago; la sua funzione è consentire la progressione del bolo alimentare dalla bocca verso l'esofago tramite il meccanismo della deglutizione.
La faringe può essere interessata da tumori maligni in ciascuna delle sue tre porzioni: il nasofaringe (o rinofaringe), l'orofaringe (dove si incrociano la via alimentare e quella respiratoria) e l'ipofaringe.
La laringe è un organo dell'apparato respiratorio a forma di condotto, lungo circa 12 centimetri, collegato verso l'alto con la parte posteriore delle cavità nasali e con il cavo orale, in basso con la trachea. Ha una struttura cartilaginea ed è rivestita al suo interno da una mucosa. La parte superiore della laringe è chiusa dall'epiglottide, una piccola cartilagine che impedisce al cibo di finire nella trachea durante la deglutizione. Oltre a fungere da punto d'origine per le vie aeree inferiori, la laringe ospita le corde vocali, organo fondamentale della fonazione.
I tumori della laringe originano, nella maggior parte dei casi, dalla mucosa (epitelio) che riveste l'interno del canale: il più comune è il carcinoma a cellule squamose.

Epidemiologia
Su scala mondiale, i tumori della testa e del collo (compresi dunque quelli della faringe, della laringe e del cavo orale) rappresentano il 10 per cento circa di tutte le neoplasie maligne negli uomini e il 4 per cento nelle donne.
Il tumore del labbro è più comune negli uomini, e si sviluppa con maggiore probabilità in persone dalla pelle chiara che hanno trascorso molto tempo al sole (per esempio i pescatori). Il tumore del cavo orale è più frequente in persone che masticano tabacco o fumano la pipa.
Va detto, però, che nel sesso maschile si è evidenziata, negli ultimi anni, una progressiva diminuzione dell'incidenza dei tumori della laringe, della faringe e del cavo orale. Nel sesso femminile, invece, si è registrato un aumento perché ci sono più donne, rispetto al passato, che iniziano a fumare e più uomini che, al contrario, decidono di smettere.
I tumori del labbro: rappresentano l'11 per cento dei nuovi casi di tumore orale, ma causano solo l'1 per cento dei decessi totali.
Tumore della laringe: in Italia si contano 5.000 circa nuovi casi l'anno tra gli uomini e 500 tra le donne. Le più comuni sedi di origine del carcinoma a cellule squamose (tipico tumore maligno della laringe) sono la corda vocale vera, l'epiglottide, il seno piriforme e l'area post-cricoidea.
I tumori della faringe: rappresentano il 31 per cento dei casi di tumore orale e determinano la metà dei decessi totali per neoplasie del cavo orale; in Italia si registrano circa 4.600 nuovi casi l'anno per gli uomini e 1.300 per le donne. Possono essere localizzati nel nasofaringe, nell'orofaringe e nell'ipofaringe.

Chi è a rischio
Per tutti i tumori del cavo orale (compresi quindi quelli di laringe e faringe) i principali fattori di rischio sono il fumo di sigaretta, il consumo di alcol e qualunque condizione di infiammazione cronica della superficie interna della gola.
Altre cause possono essere scarsa igiene orale, masticazione di tabacco, errato posizionamento di protesi dentarie. Per il tumore del labbro, l'esposizione al sole è un possibile fattore favorente.
In tutti i modi, circa il 90 per cento dei casi di carcinoma orale è attribuibile al consumo di alcol e tabacco. Proprio a seguito dei meccanismi che ne determinano lo sviluppo (patogenesi), il tumore della laringe è più frequente in Veneto e in Friuli Venezia Giulia (18 casi l'anno ogni 100 mila uomini), rispetto a Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Toscana (10 casi l'anno ogni 100 mila abitanti) e al Meridione (4,9 casi l'anno ogni 100 mila abitanti).

Tipologie
Cancro della laringe e ipofaringe
Il 95 per cento dei cancri che colpiscono questi due organi originano dalle cellule epiteliali squamose (ovvero dal tessuto che li ricopre), il più delle volte per danni provocati da abitudini errate come il fumo e il consumo eccessivo di alcol.
La forma precoce, il carcinoma in situ, può essere curata con successo prima che dia luogo a metastasi.
Il restante 5 per cento dei tumori origina dagli altri tessuti che formano l'organo (per esempio ghiandole - adenomi - e tessuto muscolare - sarcomi), ma si tratta di casi molto più rari.

Cancro della bocca e della orofaringe: l'orofaringe è la parte di faringe che comincia dove finisce la bocca: include la base della lingua, il palato molle, l'arco delle tonsille e la parte posteriore della cavità della bocca stessa.
Le forme più comuni di alterazioni dei tessuti che ricoprono la cavità buccale sono la leucoplachia e l'eritroplachia. La prima si manifesta con una macchia bianca, la seconda con una macchia rossa: la gravità della trasformazione del tessuto può essere determinata solo con una biopsia, perché non sempre si tratta di una forma cancerosa, ma talvolta solo di un precancro, che va prontamente trattato.
Oltre il 90 per cento dei tumori della bocca origina dalle cellule epiteliali squamose. Forme tumorali possono anche colpire le ghiandole salivari (adenomi). Le tonsille, che fanno parte del sistema linfoide, sono colpite dai tumori tipici di questo tipo di tessuto (linfomi) e hanno un decorso e una prognosi diversa dai tumori dei tessuti della bocca veri e propri.

Sintomi
L'età media alla diagnosi di un tumore del cavo orale è di 64 anni e il 95 per cento insorge dopo i 40 anni. Purtroppo i sintomi della presenza di un cancro alla faringe o alla laringe non sono molto specifici e variano a seconda di sede ed estensione della massa tumorale. Spesso, quindi, sono trascurati dai pazienti che si accorgono di avere sviluppato il cancro a uno stadio abbastanza avanzato della malattia.
Tumore del labbro e della bocca: è opportuno consultare il medico se si nota una massa nel labbro, in bocca o nelle gengive, una ferita che non si rimargina o un dolore in bocca. Un altro segnale è dolore e difficoltà nel mettere la dentiera.
Tumore della faringe: se le cellule maligne crescono nel nasofaringe le manifestazioni più comuni sono: difficoltà a inspirare aria da una narice sola, fuoriuscita di secrezioni (talora sangue) dal naso, chiusura della tuba di Eustachio (sensazione di orecchie tappate). Questo tipo di tumore dà spesso metastasi ai linfonodi e agli organi circostanti. Se invece la neoplasia maligna si sviluppa nell'orofaringe può provocare difficoltà di deglutizione (disfagia) e dolore (odinofagia). I tumori dell'ipofaringe, più rari dei primi due, sono quasi sempre legati alla diffusione di un tumore primitivo della laringe. Si manifestano con difficoltà a deglutire associata, a volte, ad alterazioni del timbro di voce, difficoltà a emettere suoni e dolore irradiato verso l'orecchio.
Tumore della laringe: si può sospettare la presenza di una neoplasia maligna della laringe quando c'è un abbassamento di voce immotivato, una variazione del suo timbro (voce che diventa roca), si prova dolore e difficoltà nel deglutire o si soffre per un mal di gola cronico (oltre le due settimane). Oppure in presenza di un gonfiore (tumefazione) sul collo.

Prevenzione
In base ai dati disponibili, non è possibile formulare raccomandazioni a favore o contro lo screening di routine per i tumori del cavo orale per gli individui che non presentano sintomi.
Per tutti è valido il consiglio di non fumare, di non consumare tabacco in alcuna forma e di limitare l'alcol. I medici dovrebbero prestare particolare attenzione alle lesioni precancerose e a qualsiasi segno o sintomo di tumore del cavo orale, in tutti gli individui che consumano tabacco (sigarette, pipa, sigaro) o che assumono regolarmente alcol.
Si ritiene appropriato consigliare l'esame del cavo orale eseguito da un medico o da un dentista per tutti i soggetti di età superiore a 60 anni che abbiano fattori di rischio per il carcinoma orale.

Diagnosi
I principali esami per individuare i tumori del cavo orale, in assenza di sintomi, sono l'ispezione e la palpazione (alla ricerca di masse) del pavimento della bocca, del palato molle e della lingua, con l'aiuto di uno specchietto da dentista.
Per la diagnosi dei tumori della faringe e della laringe in presenza di sintomi l'esame più utile è la laringoscopia, una procedura indolore che permette al medico di ispezionare la laringe e le corde vocali.
Lo strumento per fare la laringoscopia si chiama laringoscopio a fibre ottiche, è dotato di illuminazione propria all'estremità e viene introdotto in gola attraverso una delle narici.
Ogni lesione sospetta della mucosa deve essere sottoposta a biopsia col prelievo di una piccola porzione di tessuto.

Evoluzione
Come per la maggior parte dei tumori, la guarigione dipende dalle condizioni generali di salute, dalla sede e dalla diffusione ai linfonodi regionali o ad altre parti dell'organismo.
Dai dati disponibili si è potuto stabilire che, al momento della diagnosi, oltre la metà dei tumori del cavo orale sono già diffusi nelle sedi vicine o a distanza.
Ma a parte le metastasi, la presenza di una neoplasia nel cavo orale può diventare pericolosa da un punto di vista meccanico perché quando il tumore cresce in maniera eccessiva nella laringe o nella faringe rischia di ostruire le vie aeree, impedendo al paziente di respirare.
È dimostrato che i pazienti con tumori del cavo orale in fase iniziale hanno una prognosi migliore di quelli con tumori diagnosticati in stadio avanzato.
Complessivamente, la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è del 52 per cento e oscilla tra il 79 per cento dei pazienti con tumori confinati alla sede di insorgenza e il 19 per cento dei pazienti con tumori metastatici.

Come si cura
I tumori del cavo orale, della faringe e della laringe possono essere curati con l'asportazione chirurgica del tumore (quando è circoscritto) o, nelle situazioni più gravi, con l'asportazione di tutto l'organo e dei linfonodi circostanti.
Nei casi in cui viene asportata una parte considerevole del labbro o della bocca, possono rendersi necessari la chirurgia plastica o l'apprendimento di nuovi modi di mangiare e parlare.
Per i tumori della faringe, gli interventi di asportazione dell'organo sono molto complessi perché è particolarmente difficile ricostruire il canale alimentare.
In presenza di un tumore della laringe, spesso si è costretti a eseguire la cosiddetta laringectomia (ossia la demolizione dell'organo e delle corde vocali) che può portare alla perdita completa della capacità di parlare. Anche in assenza di laringe e corde vocali, però, alcuni pazienti possono tornare a usare la voce grazie a un addestramento (logoterapia) e l'impiego di speciali apparecchi.
Radioterapia e chemioterapia sono usati come adiuvanti nel periodo post operatorio (o come neoadiuvanti se somministrati prima dell'intervento)..